Segni di riapertura. Nissan investe su un nuovo studio di design a Pechino
TOKYO: L'interesse giapponese e dell'industria automobilistica in particolare per quanto concerne il design è ormai comprovato, ma l'inaugurazione di uno studio di progettazione e direttamente in Cina realizza ancora di più la spinta che Nissan vuole riservare in termini di investimento sul mercato cinese.
E' di oggi la notizia che vede l'apertura del nuovo polo di progettazione e design legato al settore automotive con uno staff di 20 designer e specialisti, proprio nel quartiere di Chao Yang a Pechino.
L'investimento iniziale è di 2 milioni di dollari ma destinato a ridefinirsi in crescita quanto prima.
Nissan ha ben compreso che operare direttamente all'interno del mercato cinese anche per quanto concerne studio, analisi e progettazione permetterebbe di accelerare l'espansione e il riconoscimento del brand sulla nuova utenza oltre a favorire uno sviluppo assolutamente consono a gusti e aspettative di mercato.
Trattasi della prima industria giapponese nel settore automobilistico che "rischia" una delocalizzazione per quanto riguarda ricerca e sviluppo di design direttamente sulla destinazione cinese.
Il polo di Pechino voluto da Nissan avrà anche lo scopo di intensificare il network relazionale fra Europa e America convergendo proprio sulla Cina. Lo studio infatti collaborerà direttamente con le divisioni di San Diego e Londra sotto la direzione organizzativa e strategica dell' HQ di Tokyo.
La riflessione meta commerciale dell'investimento riporta all'attenzione degli operatori di settore la necessità indubbia di convergere su una dimensione multiregionale il business legato a ricerca e sviluppo per ottimizzazione della brand awarness.
L'esempio poi risulta ancora più accattivante dato che è posto in essere da un Paese, quale il Giappone, storicamente legato ad una dimensione bilaterale delle trattative e degli investimenti e mai così apertamente multiregionale.
La tendenza generale e rassicurante derivata da un periodo di profonda crisi internazionale dei mercati e della finanza potrebbe far pensare a una politica economica di sicurezza, risparmio e rientro nei propri confini nazionali di brand e sviluppo, ma la risposta giapponese alla crisi non solo trova ragion d'essere nell'appetibilità del mercato cinese, ma richiama forse all'aspirazione più vera della progettazione e design: crescere, scontrarsi e nutrirsi dello spazio in cui verranno veicolati.
Paolo Cacciato
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